Da oggi il Blog Blogeriatria che da più di tre anni si occupa di problematiche legate al mondo degli anziani ed alle loro esigenze raddoppia con una nuova proposta per venire sempre meglio incontro alle esigenze di quanti vogliono assistere con cognizione ed informazione e per favorire un miglior dialogo tra tutti gli attori come il paziente anziano, il medico, i familiari.
venerdì 23 agosto 2013
martedì 6 agosto 2013
Ipertensione arteriosa e sale. Vecchi consigli ma nuove evidenze....
Da sempre è nota la relazione fra sale da cucina ed ipertensione arteriosa e se ne consiglia da sempre uso moderato e modesto.
Recentemente si è riaccesa l'attenzione su questo importante composto grazie a nuovi studi.
Da quanto è emerso dalle ultime revisioni resta però di fondo e primario il consiglio di fare un uso moderata del sale in cucina.
Attenzione inoltre che molti più cibi di quelli che spesso consideriamo possono contenere sale per cui è meglio non aggiungerne durante la preparazione dei cibi perchè già in buona parte le quantità di cui abbiamo bisogno sono contenute già negli alimenti stessi.
Recentemente si è riaccesa l'attenzione su questo importante composto grazie a nuovi studi.
Da quanto è emerso dalle ultime revisioni resta però di fondo e primario il consiglio di fare un uso moderata del sale in cucina.
Attenzione inoltre che molti più cibi di quelli che spesso consideriamo possono contenere sale per cui è meglio non aggiungerne durante la preparazione dei cibi perchè già in buona parte le quantità di cui abbiamo bisogno sono contenute già negli alimenti stessi.
Buoni consigli:
Ricordiamo dunque sempre di limitare il consumo del sale:
ridurre il consumo quotidiano di sale di circa 5 grammi al giorno può abbassare la pressione di circa 5 mmHg.
venerdì 2 agosto 2013
Ipertensione arteriosa. Cosa c'è di nuovo oggi?
Tutti già sappiamo quanto siano importanti oggi un corretto stile di vita, la giusta alimentazione e correggere i fattori rischio.
le nuove linee guida Europee raccomandano innanzitutto che la cosa principale è di ottenere una riduzione della pressione arteriosa sistolica sotto i 140 mmHg e della pressione diastolica sotto i 90 mmHg in tutti i pazienti ipertesi, anche nei soggetti che possono essere definiti ad alto rischio.
Nei pazienti ad alto rischio infatti, una riduzione più marcata (sotto i 130 mmHg) sembra che possa comportare un aumento di eventi cardiaci.
Per quanto riguarda la terapia poi resta naturalmente sempre il consiglio principale di questo blog che è quello di recarsi dal proprio Medico di Medicina Generale e/o dallo Specialista di fiducia per una visita completa e per concordare e programmare eventuali approfondimenti diagnostici oltre che le adeguate correzioni dello stile di vita (eliminare il fumo di sigaretta e praticare esercizio fisico quotidiano, ad esempio). Per il resto in buona sostanza anche in queste linee guida viene promosso un trattamento farmacologico su misura senza indicare una gerarchia d’uso per classi farmacologiche. Naturalmente ogni farmaco ha le sue peculiarità e meglio si adatta ad alcune situazioni piuttosto che altre......
le nuove linee guida Europee raccomandano innanzitutto che la cosa principale è di ottenere una riduzione della pressione arteriosa sistolica sotto i 140 mmHg e della pressione diastolica sotto i 90 mmHg in tutti i pazienti ipertesi, anche nei soggetti che possono essere definiti ad alto rischio.
Nei pazienti ad alto rischio infatti, una riduzione più marcata (sotto i 130 mmHg) sembra che possa comportare un aumento di eventi cardiaci.
Per quanto riguarda la terapia poi resta naturalmente sempre il consiglio principale di questo blog che è quello di recarsi dal proprio Medico di Medicina Generale e/o dallo Specialista di fiducia per una visita completa e per concordare e programmare eventuali approfondimenti diagnostici oltre che le adeguate correzioni dello stile di vita (eliminare il fumo di sigaretta e praticare esercizio fisico quotidiano, ad esempio). Per il resto in buona sostanza anche in queste linee guida viene promosso un trattamento farmacologico su misura senza indicare una gerarchia d’uso per classi farmacologiche. Naturalmente ogni farmaco ha le sue peculiarità e meglio si adatta ad alcune situazioni piuttosto che altre......
Link per leggere le nuove linee guida
mercoledì 24 luglio 2013
Infarto, ancora molto pericoloso sottovalutare la prevenzione.
Secondo quando emerge dagli ultimi dati aggiornati l'infarto resta un killer molto pericoloso.
Dunque questo blog ancora una volta ribadisce a tutti i suoi lettori l''importanza della prevenzione, dello stile di vita corretto, dell'alimentazione giusta, corretta, adeguata.
Importante sottolineare ancora come un consulto con il proprio medico di fiducia o lo specialista di riferimento possa aiutare a gestire correttamente la pressione arteriosa ed eventualmente la terapia, così come il colesterolo ed eventualemnte la terapia etc.
Se avete voglia di approfondire su queste tematiche potete leggere inoltre i seguenti post
Dunque questo blog ancora una volta ribadisce a tutti i suoi lettori l''importanza della prevenzione, dello stile di vita corretto, dell'alimentazione giusta, corretta, adeguata.
Importante sottolineare ancora come un consulto con il proprio medico di fiducia o lo specialista di riferimento possa aiutare a gestire correttamente la pressione arteriosa ed eventualmente la terapia, così come il colesterolo ed eventualemnte la terapia etc.
Se avete voglia di approfondire su queste tematiche potete leggere inoltre i seguenti post
- Cos'è la troponina ? http://lostudiomedico.blogspot.it/2011/03/cose-la-troponina.html
- Troponina quando il ..http://lostudiomedico.blogspot.it/2012/07/la-troponina-quando-il-malato-incontra.html
domenica 30 giugno 2013
Troponina: saper leggere i valori per capire davvero...
Spesso capita di sentir parlare di Troponina ma poi non si capisce come devono essere letti i risultati.
Diciamo subito che il valore plasmatico della troponina cardiaca nei soggetti normali senza problemi in atto è pressoché uguale a zero.
Invece in caso di infarto miocardico, la Troponina T inizia ad aumentare nel siero dopo poche ore e raggiunge i valori più alti verso la diciottesima ora dall'insorgenza del dolore per poi rimanere elevata fino a circa dieci, quindici giorni dopo l'evento.
Dunque se c'è un dolore cardiaco il dosaggio della troponina cardiaca nel siero (troponina T o I a seconda dei laboratori), aiuta a stabilire la presenza o l'assenza di un danno cardiaco. Ad ogni modo l'interpretazione dei valori dei markers di ischemia miocardica (mioglobina, CK-MB e troponine cardiache) deve essere condotta valutando attentamente e globalmente l'intero contesto anamnestico-clinico e strumentale e ricordando al contempo sempre che esistono altre situazioni che possono provocare un innalzamento dei valori della troponina; perciò è sempre assolutamente necessario sentire il parere dello Specialista e del proprio Medico di fiducia.
Ti potrebbe forse interessare anche COS'E' L'INFARTO? http://lostudiomedico.blogspot.it/2013/04/cose-linfarto-qualche-nozione-in-piu.html
Diciamo subito che il valore plasmatico della troponina cardiaca nei soggetti normali senza problemi in atto è pressoché uguale a zero.
Invece in caso di infarto miocardico, la Troponina T inizia ad aumentare nel siero dopo poche ore e raggiunge i valori più alti verso la diciottesima ora dall'insorgenza del dolore per poi rimanere elevata fino a circa dieci, quindici giorni dopo l'evento.
Dunque se c'è un dolore cardiaco il dosaggio della troponina cardiaca nel siero (troponina T o I a seconda dei laboratori), aiuta a stabilire la presenza o l'assenza di un danno cardiaco. Ad ogni modo l'interpretazione dei valori dei markers di ischemia miocardica (mioglobina, CK-MB e troponine cardiache) deve essere condotta valutando attentamente e globalmente l'intero contesto anamnestico-clinico e strumentale e ricordando al contempo sempre che esistono altre situazioni che possono provocare un innalzamento dei valori della troponina; perciò è sempre assolutamente necessario sentire il parere dello Specialista e del proprio Medico di fiducia.
Ti potrebbe forse interessare anche COS'E' L'INFARTO? http://lostudiomedico.blogspot.it/2013/04/cose-linfarto-qualche-nozione-in-piu.html
lunedì 13 maggio 2013
Troponina: alcune volte i valori sono elevati ma l'innalzamento può essere associato ad altre problematiche
La troponina che è un fondamentale strumento è un ottimo marker di danno cardiaco (leggi post al link allegato).
Essa può però essere trovato elevato in alcune situazioni che non sono indice specifico di danno ischemico cardiaco;
ecco dunque a titolo divulgativo e per esemplificare un attimo la problematica un elenco, seppure abbastanza lungo, inevitabilmente incompleto, delle possibile situazioni in cui può esserci un'innalzamento dei valori della troponina non correlabile direttamente al danno ischemico cardiaco:
Ictus ed emorragia subaracmoidea.
Insufficienza renale cronica.
Poi,
Shock cardiogeno.
Embolia polmonare.
Scompenso cardiaco (acuto e cronico).
Miocardite.
Ipertensione arteriosa, ipertrofia ventricolare sinistra.
Tachicardia.
Pericardite.
Ipotensione ( specie quando associato ad aritmie cardiache).
Poi ancora situazioni come:
traumi da contusione.
Ablazione cardiaca e cardioversione
Pacmaker AICD,
chirurgia cardiaca ed angioplastica coronarica.
Inoltre valori mossi, alterati, si possono rilevare nelle:
- Sepsi e shock settico.
- Nell'esercizio fisico molto intenso, nelle malattie infiammatorie e nelle patologie infiltrative: -amiloidosi, -sclerodermia, nel rigetto.
E' importante sapere che esiste anche una tossicità da chemioterapici ed un innalzamento della troponina correlabile a questa situazione.
Altre situazioni da tenere in considerazione sono:
la distrofia muscolare, l'ipotiroidismo, il sanguinamento gastro-intestinale, la cirrosi epatica, l'anemia.
Vi sono altre condizioni associate a falsa positività e falsa negatività della troponina come:
la presenza del attore reumatoide, l'emolisi e non solo queste ....
Dunque attenzione!
La troponina è un marker insostituibile per il Medico, ma bisogna saper leggere la situazione...
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Questo blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo la visita Medica ed il parere del Medico di Medicina Generale o dello Specialista di Fiducia.
mercoledì 24 aprile 2013
C'è dolore toracico e dolore toracico? Esistono delle differenze di genere?
Nelle
donne il dolore toracico può presentarsi in maniera diversa rispetto
agli uomini e questo non è sempre ben chiaro e noto.
Sintomi
come stanchezza, mancanza di fiato, respiro corto, dolore addominale,
nausea, sudori freddi, dolore in sede non classica come spalle,
addome e collo che nell'uomo sono poco sospetti di problematiche cardiache importanti, nella donna possono
essere sintomi da approfondire con maggiore attenzione. Negli ultimi anni sta
emergendo una maggiore sensibilità e consapevolezza nel riconoscere
le differenze di genere che sono legate a differenze ormonali e di
tempi di vita vissuti in modo diverso.
Esistono
delle differenze biologiche e sociali che finalmente vengono considerate e
viste come un evoluzione scientifica positiva per migliorare l'approccio
complessivo alla singola persona malata. La conoscenza delle differenze di
genere in sostanza favorisce e sempre più vuole andare nella direzione di una maggiore appropriatezza della terapia ed una
maggiore tutela della salute per entrambi i generi nel rispetto dell'individuo.
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