domenica 30 giugno 2013

Troponina: saper leggere i valori per capire davvero...

Spesso capita di sentir parlare di Troponina ma poi non si capisce come devono essere letti i risultati.
Diciamo subito che il valore plasmatico della troponina cardiaca nei soggetti normali senza problemi in atto è pressoché uguale a zero.
Invece in caso di infarto miocardico, la Troponina T inizia ad aumentare nel siero dopo poche ore e raggiunge i valori più alti verso la diciottesima ora dall'insorgenza del dolore per poi rimanere elevata fino a circa dieci, quindici giorni dopo l'evento.
Dunque se c'è un dolore cardiaco il dosaggio della troponina cardiaca nel siero (troponina T o I a seconda dei laboratori), aiuta a stabilire la presenza o l'assenza di un danno cardiaco. Ad ogni modo l'interpretazione dei valori dei markers di ischemia miocardica (mioglobina, CK-MB e troponine cardiache) deve essere condotta valutando attentamente e globalmente l'intero contesto anamnestico-clinico e strumentale e ricordando al contempo sempre che esistono altre situazioni che possono provocare un innalzamento dei valori della troponina; perciò è sempre assolutamente necessario sentire il  parere dello Specialista e del proprio Medico di fiducia.


Ti potrebbe forse interessare anche COS'E' L'INFARTO? http://lostudiomedico.blogspot.it/2013/04/cose-linfarto-qualche-nozione-in-piu.html


lunedì 13 maggio 2013

Troponina: alcune volte i valori sono elevati ma l'innalzamento può essere associato ad altre problematiche


La troponina che è un fondamentale strumento è un ottimo marker di danno cardiaco (leggi post al link allegato).
Essa può però essere trovato elevato in alcune situazioni che non sono indice specifico di danno ischemico cardiaco;
ecco dunque a titolo divulgativo e per esemplificare un attimo la problematica un elenco, seppure abbastanza lungo, inevitabilmente incompleto, delle possibile situazioni in cui può esserci un'innalzamento dei valori della troponina non correlabile direttamente al danno ischemico cardiaco:

Ictus ed emorragia subaracmoidea.
Insufficienza renale cronica.

Poi,
Shock cardiogeno.
Embolia polmonare.
Scompenso cardiaco (acuto e cronico).
Miocardite.
Ipertensione arteriosa, ipertrofia ventricolare sinistra.
Tachicardia.
Pericardite.
Ipotensione ( specie quando associato ad aritmie cardiache).

Poi ancora situazioni come:
traumi da contusione.
Ablazione cardiaca e cardioversione
Pacmaker AICD,
chirurgia cardiaca ed angioplastica coronarica.

Inoltre valori mossi, alterati, si possono rilevare nelle:

  • Sepsi e shock settico.
  • Nell'esercizio fisico molto intenso, nelle malattie infiammatorie e nelle patologie infiltrative: -amiloidosi, -sclerodermia, nel rigetto.

E' importante sapere che esiste anche una tossicità da chemioterapici ed un innalzamento della troponina correlabile a questa situazione.

Altre situazioni da tenere in considerazione sono:
la distrofia muscolare, l'ipotiroidismo, il sanguinamento gastro-intestinale, la cirrosi epatica, l'anemia.

Vi sono altre condizioni associate a falsa positività e falsa negatività della troponina come:
la presenza del attore reumatoide, l'emolisi e non solo queste ....

Dunque attenzione!
La troponina è un marker insostituibile per il Medico, ma bisogna saper leggere la situazione...

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Questo blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo la visita Medica ed il parere del Medico di Medicina Generale o dello Specialista di Fiducia.

mercoledì 24 aprile 2013

C'è dolore toracico e dolore toracico? Esistono delle differenze di genere?


Nelle donne il dolore toracico può presentarsi in maniera diversa rispetto agli uomini e questo non è sempre ben chiaro e noto.
Sintomi come stanchezza, mancanza di fiato, respiro corto, dolore addominale, nausea, sudori freddi, dolore in sede non classica come spalle, addome e collo che nell'uomo sono poco sospetti di problematiche cardiache importanti, nella donna possono essere sintomi da approfondire con maggiore attenzione. Negli ultimi anni sta emergendo una maggiore sensibilità e consapevolezza nel riconoscere le differenze di genere che sono legate a differenze ormonali e di tempi di vita vissuti in modo diverso.
Esistono delle differenze biologiche e sociali che finalmente vengono considerate e viste come un evoluzione scientifica positiva per migliorare l'approccio complessivo alla singola persona malata. La conoscenza delle differenze di genere in sostanza favorisce e sempre più vuole andare nella direzione di una maggiore appropriatezza della terapia ed una maggiore tutela della salute per entrambi i generi nel rispetto dell'individuo.


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giovedì 11 aprile 2013

Cos'è l'infarto? qualche nozione in più. (l'importanza della tempestività e della diagnosi precoce)


Oggi per infarto miocardico si intende una sindrome coronarica “acuta”, dovuta all'ostruzione di un'arteria delle coronarie, appunto.
Le coronarie sono i vasi sanguigni che riforniscono di sangue il cuore stesso
Attualmente si differenzia la sindrome coronarica acuta a seconda della presentazione all'elettorcardiogramma se in questo si registra un sopralivellamento del tratto ST  o se si è di fronte ad una situazione senza sopralivellamento del tratto ST.
Ma non è il caso di soffermarci su argomenti specifici.
La diagnosi richiede necessariamente una valutazione laboratoristica dell'IMA che viene definita dall'aumento di alcune sostanze nel sangue chiamate comunemente enzimi, di cui sicuramente il più sentito comunemente è la troponina I.

L'infarto del miocardio viene associato comunemente alla formazione nel tempo della placca ateroscerotica, ma esistono anche altre situazioni dove la placca non è evidente o non è la causa scatenante del problema.
In un altro post Dottore Virtuale proverà a darvi qualche ulteriore ragguaglio su cos'è e come si forma la placca aterosclerotica.
E' importante sapere invece che i fattori di rischio comunemente noti per l'infarto del miocardio sono l''età, la familiarità, il sesso maschile (almeno fino ai 60 anni poi le cose cambiano anche per le donne), il colesterolo alto ed in particolare le LDL, così come una diminuzione eccessiva delle HDL; anche l'ipertensione arteriosa non controllata correttamente nel tempo, il diabete mellito (che anzi sembra avere un peso maggiore degli altri fattori appena citati), il fumo di sigaretta e ultimo ma non ultimo per importanza lo stress cattivo sembrano aumentare il richio.
Poi uno stile di vita sedentario, alcune professioni come ad esempio quella degli autisti di autotreni, l'obesità e la sindrome delle apnee notturne, nonché l'aumento di omocisteina nel sangue sembrano avere un ruolo nell'aumentare
il rischio di infarto.
Forse a questo punto è il caso di ricordare che è bene, non solo dopo una certa età, controllare anche la funzionalità tiroidea.

L'infarto del miocardio, spesso specie nei pazienti anziani e/o diabetici, si presenta in maniera non molto tipica ma quando il dolore è diciamo "classico", di solito si presenta localizzato dietro lo sterno, al centro del petto con una sensazione di oppressione.
A volte il dolore si irradia alla spalla o si presenta più in basso come un dolore al centro dello stomaco.
Altre volte addirittura si parla di dolore ai polsi o alla mandibola.
I pazienti molto anziani e fragili possono essere semplicemente agitati o confusi.

Comunque, quando c'è il dubbio che si abbia un dolore di origine cardiaca è sempre bene avvisare immediatamente il proprio medico di Medicina Generale o lo Specialista di Fiducia che dopo le opportune considerazioni consiglierà se necessario un pronto intervento con dosaggio degli enzimi cardiaci, elettrocardiogramma e tutte le altre procedure che oggi fanno parte dell'approccio diagnostico e terapeutico migliore per il trattamento dell'infarto.
Ricordate che il tempo è un'importante alleato.
E' bene non essere attendisti e telefonare sempre e comunque in ogni caso rendere partecipi della situazione persone e personale qualificato che potrà consigliarvi adeguatamente.

Meglio una telefonata al 118 ed una troponina negativa che ......

lunedì 8 aprile 2013

Un post tratto da "X" sempre giovane

Oggi e sempre più nel futuro la salute passerà attraverso uno stato di benessere che avrà fra le esigenze più sentite quello di tenersi giovani.
Per cercare di "essere sempre giovane" ci vogliono molto più che la cura del corpo e la Medicina e anche se in questo Blog abbiamo più volte invitato a contribuire non solo economicamente ma cercando complessivamente di apportare un contributo al cambiamento di mentalità e anche se ci piace citare un aforisma:

"Giovinezza: un tesoro che si può avere a ogni età, anche da giovani"

 e cominciare dalla fine del post che vedete fotografato in basso,

"lo studio Medico" invita a cliccare sull'immagine sotto per affrontare sempre gli argomenti guradandoli da diversi angoli e da visuali nuove non ancora esplorate:

sabato 23 marzo 2013

Calcolare il colesterolo ldl...............

Clicca sull'immagine per leggere dal blog................

La Fragilità ......(tratto dal Blog Geriatria)


La fragilità si riferisce a una perdita di riserve fisiologiche che rende una persona incapace del tutto od in parte a far fronte alla situazione di disagio con perdita parziale o totale delle autonomie. Non esiste ancora una definizione univoca e sono molte le interpretazioni che vengono date al concetto di fragilità. La caratteristica comune della fragilità  comunque è quella di un quadro caratterizzato da debolezza,dynapenia, perdita di peso, distruzione muscolare (sarcopenia), intolleranza allo sforzo, cadute frequenti, immobilità, incontinenza e instabilità e scarso controllo efficace e risposta soddisfacente nelle malattie croniche.
Importante è ricordare che la scelta migliore è un approccio multidimensionale e  multisciplinare che valuti il soggetto singolo nella sua complessità di persona ed in particolare si cerchi di correggere gli squilibri tenendo conto di tutti i fattori in gioco.
L’esercizio fisico e la fisioterapia ed una dieta sana sono aiuti utili per prevenire o ridurre la fragilità. L’esercizio fisico può aiutare a ridurre il rischio di diventare fragili per i giovani e il rischio di ulteriore perdita funzionale per le persone anziane con perdite funzionali. Sempre più le ultime evidenze vanno in questa direzione. Gli anziani che praticano esercizio aerobico regolare (p. es., camminare, nuotare, correre) presentano una notevole riduzione della mortalità e hanno un declino funzionale ridotto in confronto a quelli che sono sedentari. L’allenamento consente inoltre di aumentare la massa ossea, mentre diminuisce il rischio di cadute e di fratture.
La dieta infine (magari studiata con l'aiuto di un Medico Nutrizionista in base alle patologie in atto, come ad esempio è il caso di soggetti con  grave insufficienza respiratoria o grave insufficienza renale) può prevenire o aiutare notevolmente e tenere sotto controllo il rischio di sviluppare disordini che contribuiscono alla fragilità.
Forse è bene ricordare che una integrazione con complessi multivitaminici specie nei cambi di stagione può essere utile anche nel paziente anziano.
E' fondamentale comprendere che una persona fragile ha scarsa riserva funzionale e necessita di assistenza e monitoraggio e magari di frequenti variazioni di terapia.  Se avete a casa un soggetto Fragile sentite sempre il parere del vostro medico di Medicina Generale o del Vostro Specialista Geriatria.



Questo Blog è a carattere divulgativo e non sostituisce in alcun modo la visita Medica e dello Specialista.